Tricarico è una città arabo‑normanna nel cuore della Basilicata, sospesa tra colline, boschi e antiche pietre, che conserva uno dei centri storici medievali meglio preservati della regione.
È una meta ideale per chi ama i borghi autentici, le tradizioni popolari e una cucina contadina ricca di sapori intensi.
Una città tra tre colli
Tricarico sorge a 698 metri d’altitudine nella provincia di Matera e domina un territorio vasto, fatto di vallate, altipiani e boschi secolari. Il suo stesso nome, di origine antica, richiama l’idea di una città “su tre colli” o “dalle tre vette”, a sottolineare il legame profondo con il paesaggio che la circonda.
I boschi di querce e cerri che circondano il borgo, come quelli di Tre Cancelli e Mantenéra, custodiscono una natura ancora integra , con alberi monumentali come la famosa quercia secolare del Grottone, tra le più antiche della Basilicata.
Storia arabo‑normanna
La storia di Tricarico affonda le radici nel VI‑V secolo a.C., come testimoniano i ritrovamenti archeologici nell’area dei Cappuccini e di Santa Maria delle Grazie. Le prime notizie documentate risalgono però all’849, quando la città appare come cittadella fortificata longobarda, destinata in seguito a diventare roccaforte araba e poi kastron bizantino.
Con l’arrivo dei Normanni, Tricarico assume un ruolo strategico: diventa contea dei Sanseverino e sede di comando militare, oltre che diocesi dal X secolo. Nei secoli successivi la città accoglie una vivace comunità ebraica e, nel Cinquecento, una comunità albanese legata alla figura di Erina Castriota Skanderbeg, che arricchisce il tessuto culturale del borgo.
Il centro storico ei suoi quartieri
Il centro storico di Tricarico è considerato uno dei più importanti e meglio conservati di tutta la Basilicata, un vero scrigno di architetture civili e religiose. La città antica si sviluppa secondo uno schema “a fuso”, con i quartieri di Civita, Saracena, Ràbata, Monte e Piano che raccontano con il loro impianto urbano le diverse dominazioni.
Nei quartieri arabi della Ràbata e della Saracena, le strade seguono un andamento labirintico, con vicoli ciechi e passaggi stretti che evocano le medine mediterranee. Nei quartieri normanni del Monte e del Piano, invece, il tessuto urbano diventa più regolare, con assi paralleli connessi da vicoli in forte pendenza, tipici dell’urbanistica medievale.
Cosa vedere a Tricarico
Passeggiando per Tricarico si incontrano chiese, torri e palazzi che testimoniano l’importanza storica di questo borgo. Tra i luoghi da non perdere spiccano:
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La cattedrale di Santa Maria Assunta, voluta da Roberto il Guiscardo, dove nel 1383 Luigi I d’Angiò fu incoronato re di Napoli.
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Il Palazzo Ducale, che oggi ospita il museo archeologico con reperti provenienti dal territorio circostante.
Imponenti sono le torri normanne, come la torre alta 27 metri dalla straordinaria acustica interna, e le torri della Saracena e della Ràbata che sorvegliavano anticamente gli accessi. Ancora visibili sono anche le antiche porte della città fortificata, come Porta Fontana e Porta delle Beccherie, che introducono il visitatore in un’atmosfera sospesa nel tempo .
Archeologia e paesaggio rurale
Il territorio di Tricarico è un vero laboratorio a cielo aperto per chi ama l’archeologia. A Serra del Cedro si conserva l’impianto di una grande città lucana del VI‑IV secolo aC, racchiusa da tre cerchie murarie concentriche in blocchi di pietra, con porte monumentali e abitazioni dotate di pavimenti a mosaico.
Altre aree importanti sono il Piano della Civita, con resti del IV secolo aC, e la contrada Calle, dove un insediamento romano con impianto termale ha restituito un mosaico oggi conservato al Museo Ridola di Matera. A queste testimonianze si affiancano ville rustiche e santuari campestri immersi nei boschi, come quello dedicato alla Madonna delle Grazie, mete di pellegrinaggi ancora molto sentiti.
Tradizioni, maschere e riti popolari
Tricarico è famosa anche per le sue maschere tradizionali, le Lë màʂkërë, legate a riti ancestrali di fertilità della terra. Uomini mascherati da mucche e tori, avvolti in nastri colorati e campanacci, inscenano l’andatura di una mandria in transumanza, tra corse, “prove di monta” e improvvisi cambi di direzione.
Il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, la mandria mascherata parte dal santuario dedicato al santo e attraversa tutto il centro storico, ripetendo il rito anche nell’ultima domenica di carnevale. Questo intreccio di devozione, gioco e teatralità rende il carnevale di Tricarico uno dei più originali della Basilicata, al punto da essere gemellato con altri carnevali storici lucani.
Sapori lucani e artigianato
La cucina di Tricarico rispecchia quella lucana: una tradizione contadina essenziale ma ricca di carattere, che valorizza prodotti come carne suina e ovina, legumi, cereali, verdure di stagione, peperone crusco e rafano.
Accanto alla gastronomia resiste un artigianato legato al mondo rurale, con botteghe che lavorano il rame e altri materiali secondo tecniche tramandate di generazione in generazione.
Oggi Tricarico è una piccola città d’arte che mantiene funzioni di riferimento per l’area del Medio Basento, ospitando servizi, scuole e un ospedale con centro di eccellenza per la riabilitazione. Pur restando fedele alla sua identità agricola e pastorale, il borgo guarda al futuro puntando su turismo culturale, enogastronomia e valorizzazione delle tradizioni popolari.
Chi sceglie Tricarico scopre un luogo in cui ogni pietra racconta una storia, dalle antiche mura lucane ai quartieri arabi, dalle torri normanne alle maschere di carnevale. È una destinazione perfetta per chi cerca un’esperienza di viaggio lenta, fatta di incontri, sapori autentici e paesaggi che cambiano con le stagioni, senza mai perdere la loro anima lucana.
Per concludere al meglio la vostra visita lucana, dedicate tempo anche a Lauria, un altro gioiello della Basilicata, immerso nelle colline del Parco Nazionale del Pollino. Qui potrete immergervi in un’atmosfera autentica, tra vicoli storici e paesaggi mozzafiato, prima di deliziarvi con i sapori genuini della cucina lucana al Ristorante Cazzanedda.